591 9. Così facendo, Francesco, benché
ancora in abito secolare, aveva già un animo religioso.
Lasciava i luoghi pubblici e frequentati, desideroso della
solitudine, e qui, spessissimo era ammaestrato dalla visita
dello Spirito Santo. Era infatti strappato via e attratto
da quella sovrana dolcezza che lo pervase fin da principio
in un modo così pieno, da non lasciarlo più
finché visse.
Ma, mentre frequentava luoghi appartati, ritenendoli adatti
alla preghiera, il diavolo tentò di allontanarlo con
una astuzia maligna. Gli raffigurò nel cuore una donna,
sua concittadina, mostruosamente gibbosa: aveva un tale aspetto
da suscitare orrore a tutti. E lo minacciò di renderlo
uguale se non la piantava coi suoi propositi. Ma, confortato
dal Signore, ebbe la gioia di una risposta piena di grazia
e di salvezza: «Francesco,- gli disse Dio in spirito
- lascia ormai i piaceri mondani e vani per quelli spirituali,
preferisci le cose amare alle dolci e disprezza te stesso,
se vuoi conoscermi. Perché gusterai ciò che
ti dico, anche se l'ordine è capovolto». Subito,
si sentì come indotto a seguire il comando del Signore
e spinto a farne la prova.
592 Fra tutti gli orrori della miseria umana, Francesco
sentiva ripugnanza istintiva per i lebbrosi. Ma, ecco, un
giorno ne incontrò proprio uno, mentre era a cavallo
nei pressi di Assisi. Ne provò grande fastidio e ribrezzo;
ma per non venire meno alla fedeltà promessa, come
trasgredendo un ordine ricevuto, balzò da cavallo e
corse a baciarlo. E il lebbroso, che gli aveva steso la mano,
come per ricevere qualcosa, ne ebbe contemporaneamente denaro
e un bacio. Subito risalì a cavallo, guardò
qua e là - la campagna era aperta e libera tutt'attorno
da ostacoli - , ma non vide più il lebbroso. Pieno
di gioia e di ammirazione, poco tempo dopo volle ripetere
quel gesto: andò al lebbrosario e, dopo aver dato a
ciascun malato del denaro, ne baciò la mano e la bocca.
Così preferiva le cose amare alle dolci, e si preparava
virilmente a mantenere gli altri propositi.